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NIR.CataloghiDizionarir1.155 - 11 Feb 2009 - 17:55 - EnricoFrancesconitopic end

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-- EnricoFrancesconi - 15 Jan 2009
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Archivi centrali

Gli archivi centralizzati nel sito NormeInRete sono strumentali alla realizzazione di funzionalità di ricerca e navigazione fra i documenti previste dal progetto, permettendo l'interoperabilità dei dati fra i diversi soggetti partecipanti, nel contesto di un sistema distribuito che risulta dall’integrazione delle basi documentali rese disponibili dalle singole amministrazioni pubbliche coinvolte. L'istituzione aderente al progetto si occupa di fornire e validare i dati necessari all’alimentazione dei servizi e dei registri centralizzati e ne assicura l’aggiornamento (porta applicativa per l’accesso ai propri documenti, nomenclature ufficiali della struttura e periodi di validità, ecc.).

Catalogo delle Norme

Il “Catalogo delle norme” è uno degli archivi centralizzati creati all'interno del progetto NormeInRete? e contiene gli estremi identificativi ed alcune informazioni descrittive dei:

  • provvedimenti normativi statali pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dal 1948 ad oggi;
  • provvedimenti pubblicati su altre fonti e messi a disposizione dalle istituzioni aderenti al progetto.

Scopo primario del Catalogo è quello di costituire il registro centrale dei provvedimenti normativi, indipendentemente dalla loro accessibilità via Internet; permette quindi, anche in assenza dell’effettiva disponibilità in rete di una versione del testo normativo, di reperirne comunque gli estremi significativi (titolo, fonte e data di pubblicazione, classificazione per materia, ecc.). Il Catalogo costituisce così lo strumento fondamentale per l’associazione ai documenti indicizzati delle metainformazioni (autorità emittente, materia, ambito, ecc.) nonchè dell’identificativo univoco (nome uniforme (URN)), con relativa collocazione di rete (URL), e quindi:

  • permette di effettuare le ricerche base, estesa ed avanzata, combinando le metainformazioni con le parole del testo;
  • costituisce l'archivio di riferimento per il processo di risoluzione, ovvero per l'associazione tra nome uniforme (URN) e le possibili collocazioni di rete (URLs).

Le principali informazioni contenute nel Catalogo sono:

  • tipo di provvedimento (legge, decreto-legge, decreto legislativo, decreto, ordinanza, circolare, ecc.)
  • autorità emittente del provvedimento (Stato, Ministero, Autorità indipendente, Regione, ecc.);
  • data e numero del provvedimento;
  • titolo del provvedimento;
  • materia (una o più delle 33 grandi voci del TESEO, v. sotto);
  • nome uniforme (URN) del provvedimento.

Inoltre, per ciascuna versione, il Catalogo riporta:

  • tipo di versione: 'testo storico' o 'testo coordinato';
  • gli estremi di pubblicazione (fonte, data e numero);
  • eventuale nuovo titolo;
  • eventuale nome uniforme della versione;
  • elenco dei siti istituzionali che rendono disponibile il provvedimento;
  • eventuali comunicati (errata corrige, rettifica, mancata conversione, ecc.) che riguardano il provvedimento.

Registro delle autorità emittenti

Il “Registro delle autorità emittenti di provvedimenti normativi” è un altro archivio centralizzato su cui si basa l’architettura di “NormeInRete”: in particolare contribuisce a facilitare il corretto utilizzo dello standard URN e a migliorare il processo di risoluzione. Il Registro contiene le informazioni relative a ciascuna autorità emittente di provvedimenti giuridici, informazioni utili a garantire la correttezza ed univocità dei nomi uniformi. Infatti, nell'identificativo univoco è riportata la denominazione standardizzata dell'autorità esattamente come era al momento della emanazione del provvedimento; questa scelta è l'unica percorribile in una situazione che vede, sia a livello centrale che locale, una estrema variabilità non solo nella denominazione ma soprattutto nelle competenze delle autorità nel tempo (basti solo pensare ai ministeri e agli assessorati).

Per ogni autorità, dunque, sono presenti l'esatta denominazione ed il relativo periodo di validità, sia riguardo all’istituzione nel suo complesso sia alle diverse articolazioni organizzative interne, e i relativi nomi standardizzati, da utilizzare nella costruzione del nome uniforme. Per forma (o denominazione) standardizzata si intende la trasformazione della denominazione ufficiale di una autorità emittente secondo le regole della sintassi URN (ad esempio, il "Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione" diventa "centro.nazionale.informatica.pubblica.amministrazione"). Sono inoltre ricavabili dal registro tutti gli eventuali cambi di denominazione, scissioni ed accorpamenti avvenuti nel tempo.

Tale archivio è consultabile da una qualsiasi redazione attraverso una form resa disponibile all'indirizzo http://www.NormeInRete.it/cgi-bin/find_forma_normale , ad esempio per costruire il corretto nome uniforme da riportare in un riferimento. Nell'interfaccia di ricerca è possibile selezionare le Autorità attraverso i campi:

  • Istituzione: inserendo le parole significative dell'Istituzione stessa;
  • Periodo: inserendo le date limite del periodo di interesse.
Infine i risultati possono essere ordinati per: periodo, denominazione standardizzata o denominazione ufficiale.

Il registro è utilizzato anche dal processo di risoluzione per la normalizzazione dei nomi uniformi, ovvero la traduzione della componente “autorità” della URN nella sua forma corretta; tale scostamento può presentarsi infatti a causa di citazioni incomplete o incorrette e, di conseguenza, nell'identificativo inserito nel link ipertestuale, costruito sia automaticamente che manualmente. Ad esempio, se un atto contiene un riferimento al "decreto del Min. Finanze del 10/06/2008", il nome uniforme dedotto sarà "urn:nir:ministero.finanze:decreto:2008-06-10"; il processo di normalizzazione tradurrà questo in "urn:nir:ministero.economia.finanze:decreto:2008-06-10" poichè, alla data del provvedimento, il Ministero citato aveva assunto la denominazione ufficiale di "Ministero dell'Economia e della Finanze".

Metadati di classificazione

Gli standard NormeInRete consentono di descrivere il contenuto semantico di un atto relativamente alla materia trattata (es.: “ambiente”). A tale scopo è possibile utilizzare strumenti di classificazione come vocabolari, thesauri e ontologie. Uno dei thesauri più importanti per la classificazione dei provvedimenti normativi è TESEO, utilizzato dalle principali banche dati parlamentari del Senato della Repubblica e dalla Camera dei Deputati (disegni di legge, sindacato ispettivo, letteratura grigia, procedure non legislative al Senato, etc..). TESEO è composto da circa 3.000 descrittori di classificazione e da un insieme di relazioni (gerarchiche [BT/NT], di affinità [RT], preferenziali o di sinonimia [US/UF]) tra i termini. TESEO è un thesauro non specializzato in una particolare disciplina, ma applicabile all'intera realtà sociale; esso comprende 33 grandi aree tematiche:

  • Affari costituzionali e ordinamento della Repubblica
  • Affari esteri
  • Affari europei
  • Agricoltura, caccia e pesca
  • Ambiente, territorio e protezione civile
  • Assistenza, previdenza e assicurazioni
  • Banche, credito e moneta
  • Bilancio dello Stato e manovra finanziaria
  • Borsa e attività finanziarie
  • Commercio con l'estero
  • Commercio, servizi e tutela dei consumatori
  • Cultura, spettacolo, sport e turismo
  • Difesa e forze armate
  • Diritti e libertà fondamentali
  • Diritto civile, diritto commerciale e delle societa
  • Diritto e giustizia
  • Energia
  • Famiglia e infanzia
  • Finanza locale e regionale
  • Finanze e fisco
  • Industria e artigianato
  • Informazione e comunicazioni
  • Lavori pubblici, edilizia e politica abitativa
  • Mezzogiorno e aree depresse
  • Occupazione, lavoro e professioni
  • Ordine pubblico e polizia
  • Politica economica e privatizzazioni
  • Pubblica amministrazione, pubblico impiego e servizi pubblici
  • Regioni e autonomie locali
  • Sanità
  • Scuola, università e ricerca
  • Trasporti
  • Tutela dei lavoratori, sindacati e sicurezza nel lavoro

Queste aree coprono in modo pressoché esaustivo le materie oggetto dell' attività legislativa.

La classificazione con le 33 voci del TESEO è stata utilizza nella costruzione del Catalogo delle Norme come metadato aggiuntivo per ogni documento. Attraverso tale caratteristica è possibile, sul portale NormeInRete, effettuare una selezione per materia.

Altri schemi, nei termini di thesauri, vocabolari, ontologie, eventualmente più specifici rispetto a particolari materie (per esempio lo schema di classificazione per le norme ICT adottato dal CNIPA) possono essere utilizzati per la classificazione di un documento NormeInRete, purché si specifichi il nome dello schema di riferimento. È buona regola che lo schema di classificazione utilizzato in un particolare insieme di documenti sia reso pubblico (accessibile via Web), in modo da facilitarne l'utilizzo da parte degli utenti.

L'attribuzione di tale classificazione avviene mediante il metadato <materie>, dotato dell'attributo “vocabolario” che consente di specificare quale vocabolario si intende utilizzare per collocare l'atto in una o più categorie dell'ordinamento. L'elemento <materie> può contenere più elementi <materia> dotati dell'attributo “valore”, nel quale viene specificata la voce di classificazione che si intende assegnare all'atto e contenuta nel vocabolario scelto.

Esempi:

      <materie vocabolario="TESEO">

            <materia valore="Informazione e comunicazioni">

            </materia>

      </materie>

 

      <materie vocabolario="CNIPA">

            <materia valore="Accessibilità">

            </materia>

      </materie>

Al fine di garantire sia l'interoperabilità semantica fra i sistemi informativi, sia il maggior dettaglio ottenuto dall'adozione di un sistema di classificazione più specifico o proprietario da parte di un particolare sistema informativo, si suggerisce di assegnare ai documenti una duplice classificazione:

  1. una più generale, usando le voci del primo livello di TESEO, in modo da garantire l'interoperabilità dei documenti nel sistema federato di NormeInRete;
  2. una più specifica per consentire ricerche più precise nell'ambito del dominio trattato da una specifica banca dati.

Disposizioni

Il profilo funzionale degli atti normativi

(1)

Le disposizioni sono probabilmente le metainformazioni più interessanti - ma anche le più complesse - tra quelle proposte nel progetto NIR (2). Le disposizioni sono metadati che colgono il profilo funzionale (o semantico) di un atto normativo. Come è stato notato, tradizionalmente tale aspetto è descritto nei testi dal legislatore stesso, mediante i titoli delle partizioni e le rubriche degli articoli. Se le rubriche possono dunque essere considerate metadati ante litteram, i metadati NIR costituiscono di fatto una nuova espressione della tecnica di rubricazione. La forte differenza sta nel fatto che i metadati offrono la possibilità di comprimere le informazioni e organizzarle in modo semplice, efficiente, e - soprattutto - automatico.

La tecnica legislativa descrive la parte esterna (guscio) e quella interna (corpo) dei testi di legge, sia da un punto di vista formale che sostanziale. La struttura del corpo dell’atto, secondo il primo punto di vista (formale), si manifesta nel cosiddetto “articolato”, la suddivisione del testo in partizioni gerarchiche. Il secondo punto di vista, profondo, è definito anche “funzionale”, in quanto si basa, nell’approccio seguito, sulle modalità o funzioni regolative. Il testo è infatti visto come un insieme di “disposizioni” (che da un punto di vista linguistico possiamo anche intendere come atti linguistici regolativi), delle quali ad esempio il “Manuale” curato delle Regioni (OLI, 1991) offre una elencazione esemplificativa, e la buona organizzazione del testo stesso è affidata alla corretta sequenza dei vari tipi di disposizioni e alla relativa raccomandata posizione in apposite zone del corpo dei testi.

Per descrivere le disposizioni di un testo normativo si è, quindi, scelto di inserire uno o più elenchi di elementi analitici in un elemento 'metainformazioni' apposito, facendoli riferire alle parti del testo che descrivono. Questa soluzione permette di scindere completamente l'aspetto formale dall'aspetto funzionale. Dato che ogni parte del testo è ‘indirizzabile’, le si possono associare disposizioni senza nessun vincolo. A queste disposizioni è possibile dare una struttura interna, il che permette di esprimere proprietà ben più complesse. E' indubbio che una ricca descrizione e annotazione dei testi favorisca la realizzazione di programmi informatici di trattamento delle leggi più efficaci. In particolare ciò è vero rispetto al ruolo di meta-informazione svolto dall’evidenziazione del profilo funzionale nel reperimento di informazioni da documenti legislativi in rete.

Disposizioni e argomenti

Il profilo funzionale di un provvedimento normativo può quindi essere descritto in termini di disposizioni, ovvero atti linguistici che esprimono l'orientamento regolativo del legislatore su una specifica realtà o materia. Il modello recepito da NormeInRete prevede diverse tipologie di disposizioni che possono agire su specifiche realtà descritte dagli argomenti delle disposizioni. I tipi di disposizioni esprimono gli elementi ricorrenti e rilevanti della regolazione della realtà, quali poteri, doveri, diritti, condotte, procedure, sanzioni, riparazioni, istituzioni (3) , nonché le modifiche al corpo normativo, come abrogazioni, sostituzioni, deroghe. Gli argomenti delle disposizioni esprimono gli elementi ricorrenti e rilevanti di una realtà regolata, presi in considerazione da un atto, quali: soggetti, oggetti, azioni, relazioni, processi, eventi, stati, ecc.

Per esempio l'articolo 7, comma 1 della Legge 675 del 1996 recita quanto segue:

“Il titolare che intenda procedere ad un trattamento di dati personali soggetto al campo di applicazione della presente legge è tenuto a darne notificazione al Garante.”

oltre che essere parte della struttura fisica di un atto (comma), può essere considerato come un componente della struttura funzionale dell'atto (disposizione). In particolare tale comma può essere qualificato come una disposizione di tipo Obbligo con argomenti:

Destinatario : “Titolare”;

Azione : “Notificazione”;

Controparte: “Garante”.

Tipi di disposizioni e relativi argomenti possono essere considerati un modello semantico per i provvedimenti normativi. Gli standard NormeInRete hanno implementato tale modello mediante uno schema di metadati capaci di descrivere in maniera analitica il contenuto di un testo legislativo, da cui anche il nome di schema dei “metadati analitici”.

I metadati delle disposizioni, indipendentemente dalla loro tipologia, condividono un insieme di elementi utili alla descrizione di alcuni aspetti (posizione nel testo della disposizione o dell'argomento, condizione di applicabilità, ecc.), ed in particolare:

  • <dsp:pos>: consente di referenziare una partizione o una porzione di testo (racchiusa in un elemento generico <h:span>) del documento corrente attraverso il suo ID;
  • <dsp:testo>: in alternativa al <pos>, contiene il testo a cui il metadato si vuol applicare;
  • <dsp:condizione>: contiene una descrizione testuale delle condizioni rispetto alle quali una disposizione si applica;
  • <dsp:termine>: rinvia alla durata temporale della disposizione, collegata al ciclo di vita.

La Semantica delle Disposizioni

Secondo il modello implementato dagli standard XML-NIR, i metadati di tipo “disposizione” si dividono in 4 grandi gruppi

  1. motivazioni: disposizioni elementari che si trovano abitualmente nel preambolo di un atto normativo;
  2. regole: disposizioni sostanziali regolatrici della realtà presa in considerazione dall’atto che le contiene;
  3. modifiche: tipi di disposizioni distinguibili in due gruppi
    • disposizioni che operano con fini modificativi su altre norme, singole disposizioni o atti che siano (regole su regole);
    • disposizioni che modificano l’ordinamento considerato nel suo complesso;
  4. comunicazioni: metadati relativi a componenti di documenti non normativi, come gli errata corrige, le rettifiche, la mancata conversione e l’entrata in vigore.

Motivazioni

Sono disposizioni elementari che si trovano abitualmente nel preambolo di un atto normativo. Gli elementi del preambolo assumono nello schema il nome che più sembra ricorrere nei testi, anche se nelle formulazioni sono impiegati anche altri termini equivalenti. Di seguito si riporta una rapida esemplificazione, senza offrire una definizione per ogni singola disposizione data la loro immediatezza.

Tipi Argomenti
  visto     norma: l’atto normativo cui la disposizione fa riferimento  
  sentito     soggetto: l'organo o l’ente ‘sentito’ prima di definire l’atto che ci si accinge ad emanare  
  considerato     fatto: la situazione di fatto che il normatore ha preso in considerazione prima di definire l’atto che ci si accinge ad emanare  
  suproposta     soggetto: l'organo o l’ente che ha proposto di adottare il provvedimento  
  basegiuridica     norma: l’atto normativo su cui il provvedimento si basa  
  proposta     organo: l'organo o l’ente la cui proposta è stata presa in considerazione prima della emanazione del provvedimento  
  parere     organo: l'organo o l’ente il cui parere è stato esaminato prima della emanazione del provvedimento  
  richiesta     organo: l'organo o l’ente la cui richiesta è stata considerata prima della emanazione del provvedimento  
  procedura     norma: l’atto normativo cui la disposizione fa riferimento  
  considerando     fatto: la situazione di fatto che il normatore ha preso in considerazione prima di definire l’atto che ci si accinge ad emanare  
  fine: lo scopo a base della considerazione  
  motivazione     non ha argomenti  

Regole

Le regole sono le disposizioni sostanziali regolatrici della realtà presa in considerazione dall’atto che le contiene. E’ possibile distinguere tra regole costitutive e regole regolative: le prime introducono e configurano le entità della realtà regolata, mentre le seconde disciplinano esplicitamente azioni particolari. Si distinguono dalle disposizioni di modifica che invece si occupano di altre norme o atti e dell’ordinamento in generale. Giova sottolineare che le regole condividono, oltre ai già ricordati elementi dsp:pos, dsp:testo, dsp:termine e dsp:condizione, anche gli attributi:

  • implicita = indica se una disposizione è implicita (“si”) o meno (“no”, valore di default);
  • iniziovigore , finevigore , inizioefficacia , fineefficacia = contengono il valore dell’ id di un <evento> della lista degli eventi contenuta in <ciclodivita> .

1) Regole sull’atto

Tipi Argomenti
  finalita disposizione che descrive la ratio dell’intero atto normativo     non sono previsti argomenti  
  finanziaria disposizione che fissa la copertura finanziaria necessaria ai fini dell’attuazione di quanto previsto dall’atto     norma: l’atto normativo cui la disposizione fa riferimento  
  ambito disposizione introduttiva che spiega quali sono le realtà regolate dalla legge, definendo quello che si indica abitualmente con l’espressione “ambito di applicazione”     destinatario: il soggetto cui la disposizione è espressamente rivolta  
  territorio: il territorio ‘coperto’ dalla previsione normativa  
  attivita: la serie generalizzata di atti e comportamenti disciplinati dalla disposizione  

2) Regole costitutive

Tipi Argomenti
  metaregola disposizione che esprime una regola sulla produzione delle regole (di qualsiasi tipo)     tiporegola: il tipo di regola che viene disciplinata  
  definitoria disposizione che introduce e descrive stipulativamente le principali entità dell’atto.     definiendum: il termine definito  
  definiens: la definizione  
  istitutiva disposizione che crea un’istituzione     destinatario: il soggetto in fieri  
  organizzativa disposizione che disciplina l’organizzazione di un’istituzione     destinatario: il soggetto la cui organizzazione è disciplinata  
  status disposizione che conferisce un complesso di poteri e doveri ad un destinatario dotato di specifici requisiti, determinandone l’appartenenza ad una particolare categoria di membri della società o di una comunità più ristretta     destinatario: il soggetto a cui è conferito lo status (poteri e doveri)  
  qualifica la qualifica che viene conferita  
  competenza disposizione che attribuisce un potere (ovvero una situazione soggettiva attiva) ad un destinatario.     destinatario: il soggetto a cui la competenza è attribuita  
  attivita: l'attività a cui la competenza si riferisce  
  delega disposizione con cui un’autorità superiore conferisce temporaneamente e nell’ambito della propria competenza ad un’autorità inferiore l’esercizio di un potere di cui resta titolare     destinatario: il soggetto a cui la delega viene conferita  
  delegante: l'autorità che conferisce la delega  
  attivita: l'attività a cui la delega si riferisce  
  revoca disposizione, speculare alla delega, che ‘sottrae’ un potere     destinatario: il soggetto a cui viene revocato il potere  
  delegante: l'autorità che revoca il potere  
  attivita: l'attività a cui la revoca si riferisce  

3) Regole regolative

Tipi Argomenti
  diritto disposizione che attribuisce il potere di agire a tutela o per il soddisfacimento di un proprio interesse riconosciuto e protetto dall’ordinamento giuridico     destinatario: il soggetto a cui viene attribuito il diritto  
  controparte: il soggetto nei confronti del quale viene esercitato il diritto  
  attivita: l'attività a cui il diritto si riferisce  
  dovere disposizione che indica in modo generico una situazione giuridica passiva     destinatario: il titolare della situazione giuridica passiva  
  controparte: il titolare della situazione giuridica attiva: il soggetto che ha una posizione speculare rispetto a quella del destinatario  
  attivita: il comportamento prescritto  
  pretesa disposizione che descrive una situazione giuridica attiva, rivolta alla realizzazione di un interesse particolare e correlata ad un comportamento altrui di contenuto specifico sanzionabile     destinatario: il soggetto titolare della pretesa  
  controparte: il soggetto nei confronti del quale viene esercitata la pretesa  
  azione: l'atto o il comportamento in cui si manifesta la pretesa  
  obbligo disposizione che descrive una situazione giuridica passiva, prescrivendo un comportamento di contenuto specifico, rivolto alla realizzazione di un interesse particolare la cui violazione è espressamente richiamata da una sanzione     destinatario: il titolare della situazione giuridica passiva  
  controparte: il titolare della situazione giuridica attiva  
  azione: il comportamento prescritto  
  divieto disposizione che esprime un obbligo in forma negativa     destinatario: il soggetto a cui il divieto è rivolto  
  controparte: il soggetto nei confronti del quale l'azione è vietata  
  azione: il comportamento vietato  
  permesso disposizione che indica comportamenti consentiti dall’autorità competente, anche in deroga ad altre disposizioni.     destinatario: il soggetto al quale il permesso è rivolto  
  controparte: il soggetto nei confronti del quale l'azione è permessa  
  azione: il comportamento permesso  
  procedimento disposizione che descrive la serie coordinata e collegata di atti che deve essere osservata da un destinatario nell’esercizio di un adempimento     destinatario: il soggetto al quale il procedimento è rivolto  
  azione: il procedimento descritto  
  sanzione disposizione che descrive la limitazione dei diritti cui va incontro chi abbia violato un obbligo o un divieto. A seconda del settore del diritto in cui intervengono, è possibile distinguere le sanzioni in civili, penali, e amministrative     destinatario: il soggetto al quale la sanzione è rivolta  
  pena: la sanzione applicata  
  azione: il comportamento oggetto della sanzione  
  riparazione disposizione che descrive i rimedi (come la nullità e l’annullamento) con cui si sanzionano i vizi di un atto     destinatario: il soggetto al quale la riparazione è rivolta  
  effetto: l'effetto della riparazione  
  azione: il comportamento oggetto della riparazione  
  informazione disposizione (proposizioni complete, dotate di senso compiuto e generalmente corrispondenti ad una partizione) non chiaramente riconducibile a regolative e costitutive, né ai tipi relativi all’atto. E’ priva di reale contenuto regolativo, in quanto riporta mere informazioni     non ha argomenti  

Modifiche

Le modifiche sono disposizioni distinguibili funzionalmente in due gruppi:

  • disposizioni che operano con fini modificativi su altre norme, singole disposizioni o atti, (regole su regole): si tratta delle disposizioni di mutamento di tempo, portata e senso (scritto o interpretato) delle norme, in pratica le regole per la gestione della dinamica degli ordinamenti.
  • disposizioni che modificano l’ordinamento considerato nel suo complesso.

Le modifiche sono suddivise in quattro macro-categorie, a seconda che riguardino:

  • contenuto : distinguibile a sua volta in testo - sono le modifiche testuali classiche: abrogazione, sostituzione, integrazione; e significato - sono le modifiche che non alterano il testo ma il senso della norma toccata, come l’interpretazione autentica.
  • tempo : sono le modifiche che incidono sulle date di vigore o di efficacia di una norma.
  • portata : si tratta delle modifiche che limitano od estendono la norma a certe fattispecie.
  • ordinamento : in questo caso è l'ordinamento nel suo complesso che viene a mutare configurazione, non il singolo atto.

A seconda della relazione con altri atti, la DTD prevede la distinzione tra modificheattive e modifichepassive . Occorre notare come per tutte le modifiche siano previsti gli attributi “tempi” (ad indicare la dimensione temporale della modifica) e “implicita” (con valore positivo o negativo). Per un’analisi attenta e dettagliata, anche se non totalmente coincidente con quella qui proposta, si rinvia a Tassonomia delle disposizioni modificative per la costruzione del testo vigente , documento rilasciato il 01/09/2005 dall’unità di ricerca del CIRSFID coordinata dalla Prof.ssa Monica Palmirani.

1) Modifiche di contenuto

Tipi Argomenti
  abrogazione disposizione di modifica testuale che elimina dall’ordinamento vigente un intero atto normativo, una sua partizione (capo, articolo, comma, ecc.) o anche solo un suo frammento     norma: l’atto che integralmente o parzialmente (partizione o frammento) viene rimosso dall’ordinamento  
  novellando: frammento dell'atto che viene rimosso dall’ordinamento  
  posizione: informazione necessaria ad individuare il punto esatto del testo in cui l'abrogazione viene applicata  
  sostituzione disposizione di modifica testuale che al contempo abroga una parte o un frammento di un atto e ne inserisce uno nuovo al suo posto     norma: l’atto la cui partizione o frammento viene sostituito  
  novellando: frammento che viene rimosso dall’ordinamento  
  novella: partizione o frammento che viene introdotto nell’ordinamento al posto del novellando  
  posizione: informazione necessaria ad individuare il punto esatto del testo in cui la sostituzione viene applicata  
  integrazione disposizione di modifica testuale che interviene su un testo normativo vigente, aggiungendo nuove partizioni o anche solo frammenti di esse. Quindi può anche solo modificare il senso di argomenti o disposizioni vigenti, oltre che introdurne di nuove     norma: l’atto nel quale è aggiunta la partizione o il frammento  
  novella: partizione o frammento che viene introdotto nell’ordinamento  
  posizione: informazione necessaria ad individuare il punto esatto del testo in cui l'integrazione viene applicata  
  ricollocazione disposizione che comporta lo spostamento di una sequenza di partizioni in una parte della struttura del documento diversa dalla sua collocazione originaria e non assegnata ad altre partizioni. La ricollocazione è atomica, cioè riguarda una partizione di struttura ben definita     norma: l’atto nel quale avviene la ricollocazione  
  partizione: la partizione che viene ricollocata  
  intautentica disposizione contenente una interpretazione autentica di una partizione o frammento di norma     norma: l’atto la cui partizione o frammento è stato soggetto ad interpretazione autentica  
  dominio: la realtà regolata che è stata oggetto dell'interpretazione  
  variazione disposizione di modifica del contenuto di un frammmento di norma che, in quanto mal posta o incompleta, non si possa qualificare come abrogazione, sostituzione, integrazione etc.     norma: l’atto soggetto alla variazione di contenuto  
  dominio: la realtà regolata che è oggetto della variazione  
  modtermini disposizione che differisce, sospende o riduce dei termini temporali disposti e regolamentati da una norma     norma: l’atto soggetto alla modifica dei termini  
  dominio: la realtà regolata che è oggetto della modifica dei termini  

2) Modifiche di tempo

Tipi Argomenti
  vigenza disposizione che definisce l’entrata in vigore di una norma     norma: l’atto di cui è definita l'entrata in vigore  
  annullamento disposizione che espunge dall'ordinamento giuridico una norma dalla sua origine, come se non fosse mai entrata a farvi parte, travolgendo tutti gli effetti da essa prodotti nel tempo. L'annullamento solitamente ha origine da un atto giurisdizionale. Con il termine annullamento sono incluse tutte le forme di nullità (ordinanze e sentenze del tribunale), illegittimità (Corte Costituzionale o norma), annullamento (solitamente amministrativo a cura dal TAR o dal Consiglio di Stato)     norma: l’atto soggetto ad annullamento  
  proroga disposizione che stabilisce la proroga di una norma, di un atto o di un provvedimento, o di un termine     norma: l’atto di cui è definita la proroga  
  reviviscenza disposizione che stabilisce che una determinata norma precedentemente abrogata - o comunque uscita dall'ordinamento giuridico - sia ricondotta all'interno dell'ordinamento giuridico. La re-integrazione nell'ordinamento giuridico acquista valore dal momento in cui viene reintrodotta senza retroattività se non altrimenti disposto     norma: l’atto di cui è definita la reviviscenza  
  posticipo disposizione che stabilisce che determinate disposizioni siano efficaci in un momento successivo alla loro entrata in vigore     norma: l’atto di cui è definito il posticipo  
  sospensione disposizione che sospende per un certo intervallo di tempo - determinato nell'inizio e nella fine - l'efficacia di un'altra disposizione. L'intervallo può essere ben formulato se esistono entrambi gli estremi (inizio, fine) o aperto se la fine non è determinata. Se invece vi è solo la fine significa che si sta chiudendo un intervallo di sospensione precedentemente aperto     norma: l’atto di cui è definita la sospensione  
  retroattivita disposizione che stabilisce che determinate disposizioni siano efficaci in un momento anteriore alla loro entrata in vigore     norma: l’atto di cui è definita la retroattività  
  ultrattivita disposizione speculare alla retroattività     norma: l’atto di cui è definita l'ultrattività  
  inapplicazione disposizione che determina la disapplicazione di una certa norma     norma: l’atto di cui è definita la inapplicazione  

3) Modifiche di portata

Tipi Argomenti
  deroga disposizione che fissa adempimenti difformi rispetto ad altri atti dell’ordinamento     norma: l’atto di cui è definita la deroga  
  dominio: la realtà regolata che è oggetto della deroga  
  estensione disposizione che estende la portata della norma generale a fattispecie non originariamente incluse. L’estensione richiama l'effetto giuridico della disposizione estesa per collegarlo ad una nuova fattispecie     norma: l’atto di cui è definita l'estensione  
  dominio: la realtà regolata che è oggetto dell'estensione  

4) Modifiche dell’ordinamento

Tipi Argomenti
  recepisce disposizione con la quale una norma recepisce norme di rango superiore. Il caso più frequente è il recepimento della direttive europee     norma: l’atto che viene recepito  
  attua disposizione che attua i principi contenuti in altri atti normativi più generali o di rango giuridico superiore, frequente in atti come i decreti legislativi di attuazione degli statuti regionali; i DPR regolamentari attuativi delle leggi quadro; il regolamento regionale attuativo di una legge statale     norma: l’atto di cui viene data attuazione  
  ratifica disposizione che ratifica (o che autorizza formalmente la ratifica da parte dell’organo competente), ossia immette nell'ordinamento trattati internazionali, accordi, convenzioni, protocolli, etc.     norma: l’atto di cui è attuata la ratifica  
  attuadelega disposizione che attua una delega, sottolineando la connessione fra la norma delegante e la delegata in accordo con il meccanismo di delega espressa, ad esempio, dall'organo legislativo verso l'organo esecutivo (Parlamento vs. Governo)     norma: l’atto di cui è attuata la delega  
  attuadelegifica disposizione con cui si sostituisce la disciplina di rango legislativo di una materia con una disciplina di natura regolamentare. Il meccanismo è previsto dall'art. 17, comma 2, della legge 400/1988. Il nesso normativo del regolamento delegificante che riporta citazione alla norma primaria delegificata è evidenziato mediante <attuadelega>.     norma: l’atto di cui è attuata la delegificazione  
  converte disposizione con cui un decreto legge viene convertito. I decreti-legge perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Altrimenti vengono convertiti in legge da una legge di conversione. La disposizione di conversione è riportata nella legge di conversione e rileva il collegamento fra il decreto-legge convertito e la legge di conversione     norma: il decreto-legge che viene convertito  
  reitera sebbene i decreti legge decaduti per la loro natura provvisoria e di emergenza (art. 77 della cost.) non devono essere reiterati, ossia ripresentati con il medesimo contenuto sotto forma di decreti legge successivi, la disposizione registra una prassi in uso dagli anni '70, la cui illegittimità costituzionale è stata sancita una volta per tutte dalla sent. 24 ottobre 1996, n° 360     norma: il decreto-legge che viene reiterato  

Comunicazioni

Le comunicazioni sono metadati relativi a componenti di documenti non normativi, come gli errata corrige , le rettifiche, la mancata conversione e l’entrata in vigore. Le disposizioni di questo tipo sono racchiuse in un elemento dsp:comunicazione

1) Comunicazioni di contenuto

Comunicazioni espresse da errata corrige o da rettifiche. Esse si esprimono sostanzialmente mediante delle modifiche testuali, percio' sono descrivibili mediante tali disposizioni (vedi tabella),

Tipi Argomenti
  abrogazione disposizione di modifica testuale che elimina dall’ordinamento vigente un intero atto normativo, una sua partizione (capo, articolo, comma, ecc.) o anche solo un suo frammento     norma: l’atto che integralmente o parzialmente (partizione o frammento) viene rimosso dall’ordinamento  
  novellando: frammento dell'atto che viene rimosso dall’ordinamento  
  posizione: informazione necessaria ad individuare il punto esatto del testo in cui l'abrogazione viene applicata  
  sostituzione disposizione di modifica testuale che al contempo abroga una parte o un frammento di un atto e ne inserisce uno nuovo al suo posto     norma: l’atto la cui partizione o frammento viene sostituito  
  novellando: frammento che viene rimosso dall’ordinamento  
  novella: partizione o frammento che viene introdotto nell’ordinamento al posto del novellando  
  posizione: informazione necessaria ad individuare il punto esatto del testo in cui la sostituzione viene applicata  
  integrazione disposizione di modifica testuale che interviene su un testo normativo vigente, aggiungendo nuove partizioni o anche solo frammenti di esse. Quindi può anche solo modificare il senso di argomenti o disposizioni vigenti, oltre che introdurne di nuove     norma: l’atto nel quale è aggiunta la partizione o il frammento  
  novella: partizione o frammento che viene introdotto nell’ordinamento  
  posizione: informazione necessaria ad individuare il punto esatto del testo in cui l'integrazione viene applicata  

2) Comunicazioni di vigenza

Comunicazioni che esprimono l'entrata in vigore di una norma o il suo decadimento (mancata conversione). In particolare per le comunicazioni di tipo decadimento (quando si notifica il decadimento di un decreto legge non convertito entro 60 gg.) si deve notare che in assenza di tale comunicazione il decreto legge decade ugualmente secondo le regole di produzione normativa. Quindi si sostiene che tale comunicazione sia utile ai fini di un procedimento meramente documentale, che consente per esempio di aggiungere un elemento, volendo, alla catena del versioning di un decreto legge. Con tale procedimento il decreto legge decaduto viene eventualmente duplicato e la sua natura viene ad assumere il valore di "decreto legge decaduto". Così pure le parti letterali potranno essere gestite in modo da oscurare o evidenziare il testo decaduto.

Tipi Argomenti
  vigenza disposizione che comunica l’entrata in vigore di una norma     norma: l’atto di cui è comunicata l'entrata in vigore  
  altradata: data di entrata in vigore della norma  
  decadimento disposizione che comunica il decadimento di una norma     norma: l’atto di cui è comunicato il decadimento  
  altradata: data di decadimento della norma  

3) Altre comunicazioni

Comunicazioni di altra natura, a carattere puramente informativo.

Tipi Argomenti
  comunicazione disposizione che esprime una generica comunicazione     nome: tipo della comunicazione  

Posizioni e termini

Come già ricordato, le disposizioni hanno argomenti specifici ma anche argomenti comuni. Tra questi ultimi, “posizioni” e “termini” sono fondamentali.

Per quanto riguarda le posizioni: tutte le disposizioni ‘puntano’ ad una o più locazioni interne al documento dove la disposizione viene enunciata. Ad esempio:

      <articolo id="art7">

            <num>7.</num>

                  <comma id="art7-com1">

                  <num>1</num>

                        <corpo>Il titolare che intenda procedere ad un trattamento di dati personali soggetto al campo di applicazione della presente legge è tenuto a darne notificazione al Garante</corpo>

...

   <meta>

    <disposizioni>

     <regole>

...

      <dsp:obbligo>

            <dsp:pos xlink:href=“#art7-com1”/>

            <dsp:destinatario>Titolare</dsp:destinatario>

            <dsp:azione>Notificazione</dsp:azione>

            <dsp:controparte>Garante</dsp:controparte>

      </dsp:obbligo>

...

     </regole>

    </disposizioni>

   </meta>

L'elemento pos contiene l'id, o il contenuto testuale, del frammento di documento che enuncia la disposizione.

I termini sono invece gli argomenti che di una disposizione indicano:

  • condizioni
  • vigenza
  • efficacia

Note:

1) In questa sezione si riprendono le considerazioni svolte in Carlo Biagioli, Stefano Pietropaoli, Considerazioni sulle tecniche di costruzione delle disposizioni normative nella prassi legislativa italiana , in "Informatica e diritto", No. 1-2, 2003.

2) Per quanto riguarda la modellazione dei metadati riferibili alle disposizioni NIR, l’autore di riferimento è Carlo Biagioli, del quale segnaliamo i seguenti testi: Teorie giuridiche e linguistiche per la rappresentazione della norma , in: P. Mariani, D. Tiscornia (a cura di), Sistemi esperti giuridici , F. Angeli ed., Milano, 1989, pp. 255-276; Definitional Elements of a Language for the Representation of Statutory Texts , in: Rechtstheorie, Beiheft 11, Duncker & Humblot, Berlin, 1991, pp. 317-336; Normative texts and representation languages , in: ARSP (Archiv fur Rechts und Sozialphilosophie), n. 39, Franz Steiner Verlag, Stuttgart, 1991, pp.131-135; Micro-ontologia funzionale della legge per il drafting e la cura degli ordinamenti , in Informatica e diritto, 1997, vol. XXIII, fasc. 1, pp.101-131; Towards a legal rules functional micro-ontology, in atti del convegno LEGONT'97, Melbourne, Australia, luglio 1997; Valorizzazione degli aspetti pragmatici delle leggi e loro impiego nei sistemi informatici legislativi , in Informatica e diritto, 1999, vol. XXV, fasc. 1, pp.23-45; Ipotesi di modello descrittivo del testo legislativo per l’accesso in rete a informazioni giuridiche , contributo allo Studio di fattibilità per la realizzazione del progetto "Accesso alle norme in rete", in Informatica e diritto, 31 gennaio 2000, vol. II, pp. 90, Proposta di revisione dei metadati relativi ai documenti normativi, elaborazione dei risultati raggiunti dal gruppo di lavoro cui hanno partecipato C. Biagioli, M. Palmirani, PL. Spinosa, R. Brighi, S. Faro, E. Francesconi, P. Mercatali, S. Pietropaoli (2004).

3) Qui per “istituzione” non si intende l’organizzazione ( à la Santi Romano), bensì l’atto dell’istituire, del creare e disciplinare un nuovo organo.
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Copyright © Fabio Vitali 2018 Last update of CataloghiDizionari on 11 Feb 2009 - 17:55 by EnricoFrancesconi