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NIR.PrincipiGeneralir1.9 - 20 Apr 2009 - 01:53 - FabioVitalitopic end

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Principi Generali

In questa sezione vengono illustrati alcuni principi generali che hanno caratterizzato la progettazione dello standard documentale di Norme In Rete, a giustificazione e illustrazione di specifiche scelte concettuali e realizzative.

Formato aperto

Il formato documentale di Norme In Rete è basato su standard internazionali di indiscusso successo e universalmente disponibili, come XML, XML Schema ed URI. In quanto standard internazionali, essi sono indipendenti da qualunque piattaforma hardware e software e possono essere applicati in un'ampia varietà di situazioni.

Analogamente, Norme In Rete stesso è un formato aperto, in cui formato, uso e linee guida sono generati attraverso un processo aperto e indipendente dalle scelte tecnologiche correnti.

Orientamento al documento

Lo standard di Norme In Rete è rivolto a trattare la norma, ed in generale qualunque sorgente di informazione appropriata, come un documento prima che una struttura dati: un documento è un contenitore di testo generato da esseri umani e pensato per essere letto da altri esseri umani, e in cui il testo è lo strumento principale per convogliare significato al lettore. Una struttura dati, per contro, è un'astrazione informatica delle sole informazioni rilevanti all'esecuzione di un compito; ad esempio, mentre in una struttura dati tutte le informazioni non rilevanti al compito vengono sistematicamente rimosse e quelle rilevanti vengono ri-espresse in un formato preciso e non ambiguo (ad esempio imponendo una sintassi unica per date e numeri), nei documenti si vuole al contrario mantenere la forma esatta in cui le informazioni sono state create dal loro autore, inclusi i testi introduttivi, esplicativi e conclusivi, e si vuole prediligere il rispetto del testo così come generato dall'autore sopra al problema di minimalità, chiarezza, o ambiguità delle informazioni in esso contenute.

Autori e redattori

Il rispetto dell'opera dell'autore originale del testo è anche alla base della chiara distinzione tra contenuto autoriale e contenuto redazionale che caratterizza lo standard di Norme In Rete. Secondo questo approccio, il contenuto autoriale (inteso come qualunque parte di documento sia stata generata dall'autore del documento a qualunque fine e che ci si aspetti che appaia in qualunque manifestazione del documento, sia cartacea sia online) è chiaramente caratterizzato (marcato) come tale, e qualunque ulteriore contenuto si ipotizza sia stato creato in seguito ad un'operazione redazionale successiva, ed è altrettanto chiaramente caratterizzato come tale per evitare confusioni.

Il contenuto autoriale, ad esempio, include sia parti semanticamente attive (come il contenuto testuale di un comma di un testo di legge) sia caratterizzazioni strutturali del testo (come la rubrica di un articolo o perfino la parola "parte I" all'inizio di una sezione gerarchica del testo), mentre il contenuto redazionale include note esplicative, metadati descrittivi o semantici, o qualunque informazione non facesse parte del testo come originariamente scritto dall'autore (ad esempio, il numero di Gazzetta Ufficiale in cui una norma è stata pubblicata). Norme In Rete non solo separa fortemente contenuti autoriali e redazionali, ma associa data e autore a qualunque contenuto redazionale, e permette contenuti redazionali multipli, indipendenti e anche in contrasto tra loro.

Descrittività e prescrittività

Norme In Rete fornisce una serie di modelli di documenti (tra cui tutti quelli normativi nazionali) ed è in grado di valutazione il livello di correttezza della marcatura fornita rispetto al modello di documento prescelto. In particolare Norme In Rete adotta e supporta per quanto possibile i dettami della circolare 20 aprile 2001, n. 1.1.26/10888/9.92 "Regole e raccomandazioni per la formulazione tecnica dei testi legislativi". Tuttavia non solo i documenti precedenti al 2001 non seguono necessariamente quanto contenuto in questa circolare, ma a volte anche i documenti successivi, per mille motivi storici o tecnici, hanno una o più difformità rispetto a quanto richiesto dalla circolare.

In generale, non è compito del valutatore di documenti di Norme in Rete decidere se queste violazioni siano giustificate o meno. Questo significherebbe attribuire al sistema Norme In Rete un approccio prescrittivo che non può assumere. Compito principale di Norme In Rete, infatti, è essere testimone fedele e attendibile del sistema normativo creato, indipendentemente dalla eleganza o correttezza strutturale ottenuta. In questo senso, Norme In Rete ha un approccio descrittivo molto pronunciato.

Tuttavia è possibile che si voglia in certi casi verificare anche se il documento marcato segue le linee guida o meno. Per fare in modo che ciò sia possibile, in Norme In Rete esistono sia regole descrittive (ampie, generiche, flessibili, in grado di adattare qualunque documento ragionevole, ma non in grado di verificare l'aderenza al modello esposto nella circolare del 2001) sia regole prescrittive (più rigide, specifiche, restrittive, ed in grado di verificare l'aderenza del documento alla circolare).

Autodescrittività e autosufficienza

L'obiettivo dell'autodescrittività, come descritta nella sezione XX, è fondamentale per permettere la lunga durata dei documenti di Norme In Rete, e garantisce la indipendenza dei documenti dai software utilizzati per crearli, mantenerli e visualizzarli.

Un documento Norme In Rete contiene dunque sufficienti informazioni per poter essere compreso e utilizzato indipendentemente dal software che l'ha generato: ogni informazione che riguarda il documento, così com'era nota nel momento in cui il documento è stato memorizzato, viene inserita nel documento stesso, ed è immediatamente leggibile, comprensibile e riutilizzabile anche in assenza del software originale.

Oltre alla autodescrittività, a garanzia della lunga durata dei documenti vi è anche il fatto che non sono necessarie altre fonti informative per dotare di senso e contesto un documento Norme In Rete. Sebbene sia possibile, per efficienze sistemiche o esigenze tecniche, esternalizzare parte delle informazioni del documenti in risorse autonome (ad esempio, tabelle di lookup) parti rilevanti delle informazioni concettuali, strutturali, identificative e contestuali del documento, il formato Norme In Rete prevede comunque che tutto quel che è rilevante nella gestione e comprensione del documento debba anche essere inserito, in formato apposito, dentro al documento Norme In rete stesso, così da sopravvivere ai cambiamenti tecnologici e ai problemi di manutenzione dei sistemi e delle sorgenti di dati esterne al documento stesso.

Identificabilità astratta

Norme In Rete sottolinea e promuove una visione complessa di documento, inteso come struttura astratta che evolve nel tempo, a volte in maniera anche complessa, e sicuramente scissa dalla locazione di memorizzazione, dal formato di dati, e in fondo anche dalla precisa identificazione del contenuto stesso. L'esigenza di fornire supporto anche concettuale a riferimenti espliciti diacronici, ovvero dinamici e aggiornati nel tempo, come ad esempio nei documenti normativi, rende indispensabile fornire strutture concettuali più ricche e complete del semplice concetto di documento inteso come organizzazione di contenuti dotata di indirizzo sulla rete. In Norme in Rete, ogni documento esiste dunque innanzitutto come concetto astratto e diacronico (ad esempio, la legge n. X/2009), di cui è sempre possibile verificare l'esistenza di una o più versioni diverse (ad esempio, nel tempo), di cui verificare l'esistenza di una o più versioni in formato elettronico a loro volta disponibili in una o più locazioni sulla rete. Questo modello tratto direttamente dal modello di documento di IFLA FRBR (XX), è fondamentale per gestire la ricchezza di richiami, riferimenti e ciclo di vita dei documenti normativi.

-- FabioVitali - 08 Feb 2009

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Copyright © Fabio Vitali 2018 Last update of PrincipiGenerali on 20 Apr 2009 - 01:53 by FabioVitali