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NIR.RegoleAggiuntiver1.1 - 06 Oct 2009 - 22:45 - FabioVitalitopic end

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6.4 Sintassi dei valori di alcuni attributi rilevanti

In questa sezione si forniscono le sintassi imposte ai valori di alcuni attributi rilevanti per lo schema di NormeInRete?. Sebbene la specifica di queste sintassi non sia espressa né spesso esprimibile nello schema, essa ha comunque valore prescrittivo per questi documenti. NormeInRete? impone valori agli attributi xlink:href, id, norm e codice.

6.4.1 xlink:href

Con l'attributo xlink:href si specificano le destinazioni di riferimenti ed altri elementi di natura ipertestuale. Il valore di un attributo xlink:href deve essere necessariamente un URI. Se la destinazione è un documento di natura normativa, si richiede l'uso di un URN, secondo la sintassi definita dal gruppo di lavoro degli URN di NormeInRete?. La indicazione di locazioni interne ad un documento di natura normativa passa attraverso l'uso della sintassi "hash" degli URI, aggiungendo all'URN del documento il carattere "#" e una specificazione della locazione interna. Questa specificazione può essere o un XPointer che individua la locazione prescelta, oppure, preferibilmente, l'identificativo se esistente dell'elemento desiderato. Questo identificativo è posto come valore dell'attributo 'id', specificato di seguito.

6.4.2 id

Nell'attributo id si fornisce un valore che identifica univocamente l'elemento all'interno del documento normativo. Questo permette l'immediata identificazione dell'elemento per link ipertestuali, riferimenti di meta-informazioni, ecc. Un id è composto da uno o più blocchi di lunghezza variabile, ciascuno ad individuare con dettaglio crescente il percorso identificativo dell'elemento, separati dal carattere '-'. Ogni blocco è composto da una sigla di tre lettere minuscole (il tipo di elemento), un numero (il numero d'ordine dell'elemento), ed eventualmente la specificazione aggiuntiva (come bis, ter, ecc.).

La sigla è scelta da un elenco che rimuove potenziali ambiguità (ad esempio tra parte, prt, e paragrafo, prg). Il numero è ove possibile il numero d'ordine esplicito dell'elemento, e altrimenti il numero d'ordine assoluto dell'elemento all'interno degli elementi con la stessa sigla (ad esempio, il terzo elemento inline del documento: "inl3"). Il numero va posto in maniera totalmente tipografica e rispettosa della decisione presente nel testo originale. La specificazione aggiuntiva va posta solo quando il numero d'ordine dell'elemento gerarchico presenta elementi aggiuntivi (bis, ter, ecc.).

Nel caso di situazioni non descritte dallo standard, è possibile creare un identificativo arbitrario, purché abbia le seguenti caratteristiche: che sia unico all'interno del documento; che sia composto di uno o più blocchi gerarchici separati da '-'; che segua ove possibile lo schema lll9999agg: tre lettere, un numero in cifre, una stringa eventuale aggiuntiva.

Una discussione a parte va fatta per le strutture poste all'interno dell'elemento virgolette. Questo elemento contiene brevi testi o intere strutture utilizzate per riferimenti modificativi. Anche all'interno degli elementi virgolette il testo modificato va correttamente strutturato secondo le regole dello schema NormeInRete?. Tuttavia può ben presentarsi il caso in cui un riferimento modificativo contenga per intero una struttura (ad esempio l'articolo 10 del documento da modificare) il cui id è già utilizzato all'interno del documento modificante secondo la struttura propria del documento. Questo impedisce l'uso di id semplici, secondo le regole qui riportate, per strutture poste all'interno di elementi virgolette. Per questo motivo si impone l'uso di un prefisso per tutti questi elementi, corrispondente all'id dell'elemento virgolette stesso.

Dunque se il primo elemento virgolette della terza modifica di un elemento (avente cioé id "mod3-vir1" contiene l'intero articolo 10 del documento da modificare, questo avrà come id "mod3-vir1-art10". I testi coordinati dovranno di conseguenza eliminare il prefisso dell'id quando genereranno il testo modificato dalla norma in questione. Nei rarissimi casi in cui l'id della struttura destinataria della modifica non sia nota in anticipo, è possibile che l'id posto dentro all'elemento virgolette contenga una sequenza di tre punti interrogativi ("???") a sostituzione di quelle parti che non sono ancora note.

All'atto della generazione del testo coordinato questi riferimenti, ovviamente, dovranno essere risolti completamente.

6.4.3 norm

L'attributo norm fornisce un valore normalizzato agli elementi di tipo data (data, dataeluogo, dataDoc). Poiché vi può essere grande variabilità nel modo di esprimere una data in un documento normativo, il valore normalizzato fornisce una sintassi stabile e prevedibile utilizzabile nelle ricerche ed in ogni applicazione in cui la conoscenza esatta della data sia importante.

Il valore normalizzato dovrà essere una stringa di 8 caratteri (AAAAMMGG), in cui, da sinistra a destra, 4 caratteri indicano l'anno, 2 il mese e 2 il giorno. Se nel testo viene anche precisata un'ora o un momento preciso, questi dovranno essere specificati con una stringa aggiuntiva di lunghezza variabile (hHHMM[SS[FFF]] dove la parentesi quadra indica facoltatività), in cui da sinistra a destra sono poste una lettera "h" minuscola, due cifre per l'ora, due cifre per i minuti, due cifre facoltative per i secondi e tre cifre ulteriormente facoltative per la eventuale frazione di secondo.

6.4.4 codice

L'attributo codice fornisce un valore normalizzato ad atti, soggetti ed enti citati nei documenti normativi. Poiché vi può essere grande variabilità nel modo in cui essi sono chiamati, l'attributo codice fornisce un meccanismo stabile e prevedibile da usare in ricerche ed altre applicazioni. I valori assegnabili all'attributo codice vanno specificati in apposite tabelle descritte nella sezione 6.3, che associno in maniera stabile e prevedibile un codice arbitrario ad ogni atto, soggetto od ente ritenuto interessante.

-- FabioVitali - 06 Oct 2009

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